« Il y a là la peinture, les oiseaux, l'envergure qui luttent contre le vent. Il y a là les bordures, les distances, ton allure quand tu marches juste devant. Il y a là les fissures, fermées les serrures, comme envolés les cerfs-volants. Il y a là la littérature, le manque d'élan, l'inertie et le mouvement.Parfois on regarde les choses telles qu'elles sont en se demandant pourquoi parfois on les regarde telles qu'elles pourraient être en se disant pourquoi pas.
Il y a lalala si l'on prenait le temps, si l'on prenait le temps.
Il y a là les mystères, le silence sous la mer qui luttent contre le temps. Il y a là les murmures, un soupir d'aventure comme emmêlés les cerfs-volants.
Parfois on regarde les choses telles qu'elles sont en se demandant pourquoi parfois on les regarde telles qu'elles pourraient être en se disant pourquoi pas.
Da quando sono entrata nell’adolescenza [mentalmente & psicologicamente ndr] fino a poco tempo fa tutte le relazioni che avevo costruito erano state basate sull’ipocrisia. O magari no, ma ora conta più qualcosa?
Nate bene (probabilmente con un po’ troppa ingenuità da amiche-per-sempre-e-oltre), ma poi finite per noia o forse per sfinimento... O per entrambi. Mi spiego.
Quando ero in prima media ero una bambina. Io, per il grande passo da elementari a medie, mi sentivo già una ragazza fatta e completa e cercavo di emulare tutte le sedicenni: va da sè che non ci riuscivo, facevo pena, ero infantile fino alla nausea, però mi sentivo bene. Poi, si sa, gli ormoni avviano un processo che non può fermarsi o arrestarsi.
Lo dico senza vergogna, perchè è così che ero e non c’è niente da fare: una bambinetta grassa con una scarsa igiene personale e che si vestiva in modo raccapricciante, senza opinioni nè idee personali. Ora non lo sono più, sono passati 4 anni (i più lunghi della mia vita, mon dieu!) e cerco di curarmi, trovare un mio stile nel vestirmi; par contre mi lavo talmente tanto che ho la pelle secca e i capelli che mi cadono a mazzetti. Mangio anche bene, seppure sia rimasta golosa di tutto ciò che mi capita a tiro ma, bene o male, mi controllo.
Ho la mia personalità, ho i miei ideali (che forse cambieranno o forse no) e sono testarda come un mulo per mantenerli.
Insomma, ho trovato me stessa in tutto e per tutto... E direi che, fin qui, tutto assurdamente normale. E’ lo stesso cammino che percorrono tutti gli individui di questo mondo.
Dicevo appunto che in prima media ero una bambina; come tale le amicizie che stringevano erano un po’ così, un po’ infantili, ma così maledettamente solide: non c’erano contrasti su questioni importanti, non c’erano problemi nè equivoci nè dilemmi nè pippe mentali di alcun genere. Si parlava, si scherzava, si giocava e ci si voleva bene.
Mi ricordo che ero legata alla mia amichetta del cuore ed ero gelosissima di chiunque osasse parlarle all’infuori di me, sebbene io potessi avere tutte le amiche che volevo.
Apro parentesi. Logicamente ora non è più così, anche se questo rapportarsi con le persone si sia evoluto in modo inquietante: in qualche modo tutte le mie amiche intime devono essere inferiori a me sotto determinati et molteplici aspetti. O perlomeno io devo considerarle come inferiori... Non mi sono spiegata bene, e di questo parlerò più avanti, forse. Chiudo parentesi.
Andando finalmente al sodo della questione, tutte le mie amicizie erano pure.
Poi, da metà seconda media in avanti, sono finalmente cresciuta in modo considerevole e, boh, da allora ci dev’essere qualcosa di assolutamente sbagliato in me, perchè tutte le relazioni strette nell’anno successivo sono tutte andate nel verso sbagliato. Forse sono io l’ipocrita? Sono io la cinica? Sì, forse. Non posso pensare che tutte le persone che mi hanno circondata per anni siano sbagliate.
Ho sicuramente migliorato il mio modo di relazionarmi e di vivere una friend ship, però c’è sempre qualcosa che improvvisamente gira dalla parte opposta e rovina tutto, come una nota stonata.
Per fortuna ora la questione si è (almeno momentaneamente) risolta: tutte le persone che ho conosciuto al liceo sono meravigliose e sono felice di relazionarmi a persone del genere, con cui condivido anche numerosi interessi e che mi sembrano tutte tranquille e aperte. Però siamo ancora nelle prime fasi dell’amicizia, ai primi stadi e ho paura di non riuscire ad andare oltre.
Ma la mia amarezza riguarda quelle persone a cui ho tenuto per molto tempo e con cui ho condiviso tanti momenti felici: per cui provo, al momento, maggior affetto.
Forse i momenti passati insieme a loro sono stati veramente importanti, ma ora non valgono più.
Vale soltanto il fatto che io abbia criticato quella stramaledettissima scuola del bip dove si ritrovano le mie amiche, che loro subito si incazzano! Perchè sono gli studenti del Classico che si credono sempre superiori a tutti gli altri, ma cos’hanno loro in più? Semplicemente più compiti a casa! Noi facciamo solo Greco e Latino in più, che vuoi che sia, loro fanno un programmone di Matematica (con prof. impreparati ignorano l’esistenza dei monomi fratti, però il programma è bello tosto, eh).
Io sono arrogante perchè ho scelto di andare ad una scuola seria e perchè credo che oltre ai tìvìbì e ai bacetti e agli abbracci e alle chiacchierate ci debba essere qualcosa in più, ovvero un po’ di comprensione e di rispetto per le mie scelte.
Loro sono arroganti perchè tutto ciò che devono dirti viene detto in tua assenza, ovvio, così non puoi difenderti e non capisci il motivo di certi sguardi obliqui e di certe parole acide. Ma poi come fare a difenderti? Hai le tue idee e devi mantenerle.
Sì, io lo dico chiaro e tondo: mi faccio due coglioni così. E dovrei farmene ancora di più, ma la mia pigrizia mi frena.
Ad ogni modo avrò il diritto di essere arrogante mentre mi sbatto sui libri quando loro escono o cazzeggiano tutto il pomeriggio?
Sto facendo la parte della vittima, lo so, perchè è vero a volte possa trasparire un po’ di presuntuosità dalle mie parole, ma...
Ma io so di aver scelto qualcosa che non mi porterà alla mediocrità. Mi hanno sempre detto, da quando sono entrata al ginnasio, che noi siamo i migliori e che non faremo fatica a costruire il nostro futuro. Questa è una sicurezza, non presunzione.
Magari doveva andare così, in fondo si cresce ed ognuno prende strade diverse... Sto paio di palle, questo è uno stupido luogo comune. Sono le persone che sono sbagliate, incompatibili, ma tranquilli: l’ipcrosia riesce a tenerle unite in qualche modo.
Okay, prima di tutto grazie (ancora? Sopprimetemi!) dei commenti per il post precedente, vi ho già risposto debitamente sui vostri blog :) E' stato molto piaciuuuevole perchè ne ho visto qualcuno molto interessante, tra parentesi, e ritornerò sicuramente a farvi visita.
In particolare grazie a ToGraze per i suoi commenti chilometrici pieni di parole gentili; ma anche le parole di tutti gli altri mi... Okay, basta, divento monotona quando faccio la sentimentalona :D
Allora, so che vi avevo annunciato un post su tutt'altro argomento... E lo farò! Ma io sono incostante, incoerente e pigra di natura, quindi potete aspettarvi di tutto nel frattempo; vi chiedo scusa, tra l'altro, e spero che anche questo tema sia di vostro interesse. Non mi è venuto granchè, ma in fondo nella mia vita i momenti di particolare produttività arrivano soltanto un giorno sì e gli altri 364 no.
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Il mio libro di Geografia non è suddiviso in capitoli, ma in "problemi": c'è il problema 0, il problema 1 e così via. La prima volta che ho letto questo grande segno di fantasia da parte degli autori mi è scappato un sorriso: mi piace annunciare l'affronto il "problema" e non lo studio di un "capitolo", è alquanto poetico (ma anche no).
Anche nella vita reale si può tranquillamente classificare i propri problemi con numeretti arabi, sai che spasso! ... Comunque, il "problema 0" di questa settimana, per me, è il compleanno. Domani è il mio compleanno, okay, adesso potete anche ridere. Perchè? Mi chiedete il perchè? Ma dovete compatire le persone che compiono gli anni, mi pare ovvio.
Sì, questo è un indice dello spessore che attribuisco alle mie giornate, perchè io sono a conoscenza degli enormi problemi che un essere umano affronta nella propria vita e numerosissimi dubbi amletici affollano la mia mente!
Però, insomma, possiamo noi giudicare la frivolezza? No, non possiamo; dobbiamo semplicemente abbandonarci ad essa, che è pure piacevole di tanto in tanto. E finchè si è giovani e non si hanno bollette da pagare nè nanerottoli da accudire mi sembra giusto concedersene un poco.
Ad ogni modo, dicevo, alzi la mano chi non ci è passato, su! Sfogliare un album di fotografie e rivedersi da piccini picciò accerchiati da parenti vari mentre con un abitino si è in piedi su una sedia, tutti chini su quel numeretto di cera, intenti a soffiare, l'espressione concentrata.
Poi si cresce un po', si entra alle elementari ed ecco organizzarsi quelle grandi feste in cui si invita tutta la classe e si gioca tutti assieme, maschietti e femminucce, mangiando patatine e salatini tra un gioco e l'altro.
Più o meno tra la fine delle elementari e all'inizio delle medie ecco arrivare qualcosa di più serio: serata in pizzeria - sempre con tutta la classe, ma con una percentuale di maschi ridottissima: vuoi scherzare, un boy alla mia festa? -, magari con i genitori appartati in un angolo: infondo ci si crede grandi, ma sempre bambini si è.
Quando si hanno 16-17-18 anni si può fare qualcosa di serio, tipo una festa in qualche locale pieno di quelli che definiscono truzzi: vuoi mettere la serietà?
Poi dai 20 ai 30 anni si organizza una festa con le amiche, una serata intima dove ci si lamenta di essere ancorasingleohmmodio!, oppure ci si ubriaca da qualche parte, non so, mentre dai 30 anni in su ci si preoccupa piuttosto di trovare l'antirughe adatto, magari stizzendosi quando qualcuno nomina la parola "compleanno" (e sotto sotto lo si vuole festeggiare, perdirindina, maiohounacertaetà!).
Insomma, più o meno lo schema è questo: come dico sempre, non si può ridurre tutto a luogo comune, ci sono le eccezioni. Ma il dubbio è sempre lo stesso: A 13-14-15 anni, che cribbio devo fare?
Per quanto mi riguarda una serata in pantofole senza che nessuno mi rompa i cosidetti mi sta più che bene, tanto mi sento 14enne già da mesi e mesi. Mi cucco i regali e sono a posto... E invece no! Perchè so che: mia madre mi guarda di sottecchi sperando di vedere un segno della serie "mia figlia è una tipa assolutamente sociale", i miei compagni mi guarderanno strano se non organizzo niente (di sottecchi, eh) e ho già accennato ad un paio di amiche intime di fare qualcosa di originale. Qualcosa di originale nella mia città? Pura utopia, gente, e se in questo momento foste dove sono io mi capireste sicuramente.
Ma il punto è che potrei sempre dire a tutti quanti di andarsene al diavolo, e so che la risposta sarebbe una cosa del genere: "Va bene, per noi è lo stesso, per una volta che si poteva fare qualcosa di carino, comunque non importa, hai fatto tutto tu". E per contro non so nemmeno come invitare tutta la classe... E non verrebbe quasi nessuno... O forse verrebbero in troppi... E se fosse una serata normale in pizzeria, devo pagare per 30 persone? Oppure ognuno paga per sè stesso? E come faccio a chiederglielo senza fare figuracce? Il discorso "situazione economica" è sempre il più imbarazzante. Capite le seghe mentali? Il problema 0?
E poi ovviamente le amiche di sempre che arrivano quatte quatte e ti domandano cosa vorresti; tu rispondi prontamente che non lo sai, che facciano loro! E loro replicano che devi per forza desiderare qualcosa in particolare, ma tu neghi ancora. E via via fino a che non ti riduci in lacrime e indichi il primo oggetto che ti viene in mente. Mi sono ritrovata l'altranno con delle pantofole leopardate, sappiatelo.
Scusate il piccolo sfogo insensato, ma mi sembrava lecito.
Domani, 27 ottobre 2009, compierò 14 anni e sarà un incubo. Che poi! Alla fine è sempre lo stesso problema, compleanno o no: cosa penserà la gente se compio una determinata azione? Cosa si aspettano? Ma in realtà se ne stanno fregando altamente? Nel mio caso, di solito è la terza opzione, quindi le turbe mentali me le faccio sempre inutilemente, restandoci puntualmente delusa.
Messa finita, andate in pace.
P.S.: Se mi cantano la canzoncina di "Tanti auguri a te" come hanno fatto ad un mio compagno l'altro giorno mi sciolgo. Non sembrerò una sentimentalona, ma lo sono.